giovedì 4 aprile 2019

19 04 05  +  Giovanni 7, 1-2.10.25-30  + Non conoscono perché credono di conoscere


[1] Dopo questi fatti Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più andare per la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo.
[2] Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, detta delle Capanne;
[10] Ma andati i suoi fratelli alla festa, allora vi andò anche lui; non apertamente però: di nascosto.
[25] Intanto alcuni di Gerusalemme dicevano: "Non è costui quello che cercano di uccidere?
[26] Ecco, egli parla liberamente, e non gli dicono niente. Che forse i capi abbiano riconosciuto davvero che egli è il Cristo?
[27] Ma costui sappiamo di dov'è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia".
[28] Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: "Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure io non sono venuto da me e chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete.
[29] Io però lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato".
[30] Allora cercarono di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettergli le mani addosso, perché non era ancora giunta la sua ora. 

 

Va di nascosto, ma poi si fa vedere e insegna nel tempio! "Che sia il messia? Ma non è abbastanza strano e misterioso per essere il messia!". "Certo, voi sapete la mia origine umana e terrena, ma io non vengo di mia iniziativa. Sono mandato dal Padre veritiero, che io conosco e voi non conoscete". Così cresce l'ostilità verso di lui da parte dei censori, che presumono di sapere chi è e chi non è il messia, da chi può venire o non venire la luce attesa. Essi non "conoscono" perché credono di conoscere i criteri di verità. Perciò non sono consanguinei al Padre della verità come è Gesù, che non è "venuto da sé", ma inviato - lo ripete due volte - dal Veritiero. 




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